Anche la Chiesa del I secolo si poneva le stesse domande. Spesso tendiamo a considerare i tempi biblici come qualcosa di remoto e lontano, ma la lettura del libro degli Atti ci ricorda che molte delle questioni e delle sfide che la Chiesa si trova ad affrontare oggi sono le stesse che si presentavano fin dagli albori.
Dio può usare il libro degli Atti per trasformare la tua vita e quella della tua comunità anche oggi. Questo libro, infatti, non parla soltanto del popolo di Dio all’opera, ma anche del mezzo eterno attraverso cui Dio continua a trasformare le persone per renderle Sue testimoni nel mondo: la predicazione dell’evangelo. Questo libro non si limita a raccontare la diffusione della Parola di Dio per opera dello Spirito Santo e degli apostoli, ma mostra anche una Chiesa che testimonia di Cristo, rivolta al mondo e impegnata nella sua redenzione e guarigione.
Perché studiare il libro di Atti
Quando visito una nuova comunità, mi informo sempre sulla sua storia. Di solito mi viene presentato un resoconto completo di persone significative, date ed eventi che hanno segnato il cammino di quella specifica assemblea. La narrazione segue generalmente un ordine cronologico, ma è anche costruita intenzionalmente in base all’identità attuale della comunità. È comprensibile: le nostre storie plasmano la nostra identità e il nostro posto nel mondo.
Leggendo il libro degli Atti, si comprende subito quale sia la sua storia. All’interno del Nuovo Testamento, funge da cerniera tra i Vangeli e le Lettere. Racconta come il ministerio di Gesù sia stato continuato dagli apostoli, i quali, ripieni di Spirito Santo, annunciarono l’evangelo del regno di Dio al mondo del I secolo.
La storia comincia a Gerusalemme con Gesù e i Suoi discepoli. Essi ricevono la pienezza dello Spirito Santo, il battesimo e la potenza promessi da Gesù (cfr. Atti 1:5, 8; Luca 24:49) e diventano apostoli, a cui Gesù affida un ruolo fondamentale nella proclamazione del messaggio della salvezza nel Suo nome. Questo annuncio parte da Gerusalemme, nei pressi del tempio, e si espande rapidamente in tutto il mondo. Inizialmente, il messaggio incontra grande apertura, ma la situazione diventa rapidamente pericolosa. Dopo la morte di Stefano (Atti 7:54-60), la narrazione si sposta su un importante fariseo giudeo, Saulo, che, animato da zelo religioso, è determinato a sradicare la "setta" di Gesù dall'interno del giudaismo. Ma proprio mentre è in viaggio per portare a termine questa missione, incontra improvvisamente e personalmente il Cristo risorto. Il suo nome cambia in Paolo e la sua vita viene trasformata per sempre (Atti 9:1-18).
Il racconto degli Atti torna poi a parlare di Pietro a Gerusalemme e successivamente si concentra sulla missione di Paolo, ormai servo efficace nelle mani del Signore, e sull’ampio contesto dell’Impero Romano. Paolo sperimenta sia resistenza sia accoglienza nei confronti del messaggio salvifico di Gesù. Quando il suo uditorio accoglie l’evangelo con fede, spesso in modi sorprendenti (accompagnato da guarigioni miracolose e da opere potenti), Paolo fonda piccole chiese che, alla fine dei suoi viaggi, si uniscono in una rete di comunità diffusa in tutto il Mediterraneo.
Il libro si conclude con l’arresto di Paolo da parte delle autorità romane, con la collaborazione delle autorità religiose giudaiche, proprio come era avvenuto nel caso di Gesù, a Gerusalemme, e con il suo viaggio verso Roma (Atti 21:27-28:31). Le autorità lo mettono agli arresti domiciliari, ma lui continua a predicare l’evangelo senza impedimenti, in attesa del processo (Atti 28:16-31).
Come già accennato, il libro degli Atti funge da collegamento tra i Vangeli e le Lettere del Nuovo Testamento che lo seguono. In particolare, ha un rapporto speciale con il Vangelo di Luca. Lo si nota già dalle parole iniziali di Atti: “Nel mio primo libro …” (1:1). Anche altri documenti antichi erano scritti in questo modo. Per esempio, lo storico ebreo Giuseppe Flavio scrisse un’opera in due volumi intitolata Contro Apione, il cui secondo volume inizia con le parole: “Nel mio primo libro ...”. La storia del libro degli Atti è in realtà la continuazione di un racconto molto più ampio: il secondo volume dell’opera in due parti di Luca, che ha inizio con il Vangelo (discuteremo più avanti e in maggiore dettaglio dell'argomento della paternità).
Il Vangelo di Luca narra il ministerio di Gesù, mentre lo scrittore di Atti riprende esattamente da dove il Vangelo si era concluso: con l’ascensione del Signore e la venuta dello Spirito Santo. Il Vangelo di Luca parla di ciò che Gesù ha iniziato a fare; gli Atti, invece, raccontano ciò che Gesù ha continuato a fare attraverso il Suo Spirito e la Chiesa. Questa è la “visione d’insieme” del libro degli Atti. Per questo motivo, è fondamentale leggerlo nel suo contesto, in particolare come continuazione del ministerio di Gesù, che ha portato a compimento le promesse di Dio nell’Antico Testamento.
Il fulcro degli Atti degli Apostoli
Il fulcro teologico del libro degli Atti è la natura missionaria della fede cristiana sotto la guida autorevole di Gesù che manda, e nella presenza potente dello Spirito Santo che abilita. Il libro degli Atti rivela un Dio “missionario”, determinato a redimere l’intera creazione. Per realizzare questo disegno, Gesù è venuto, è morto ed è risuscitato, dando inizio al regno di Dio sulla terra. Gli apostoli, guidati dallo Spirito Santo, vengono inviati da Gerusalemme fino ai confini del mondo conosciuto con l’annuncio dell’evangelo, ovvero la predicazione secondo cui in Gesù possiamo trovare perdono e vita eterna. La Chiesa rappresenta dunque la prima manifestazione visibile del regno di Dio nel mondo. I cristiani sono mandati in tutto il mondo come ambasciatori di Gesù Cristo (II Corinzi 5:20; Efesini 6:20), per essere sale della terra e luce del mondo (Matteo 5:13-16). La Chiesa è testimone di ciò che Dio ha fatto, sta facendo e farà.
Il libro degli Atti, però, non è soltanto una lezione di storia sulle origini della Chiesa. Prima ancora di raccontare gli eventi dal punto di vista umano, il libro è impegnato a rivelare la natura di Dio, la potenza dell’evangelo che rinnova ciò che si ribella a Dio e la missione e il mandato della chiesa nel mondo. Leggere Atti oggi, quindi, significa lasciarsi trasformare da uno strumento che può cambiare vite, famiglie e comunità, rendendole il popolo di Dio ripieno di potenza dall’alto, affinché il mondo possa essere trasformato dalla grazia di Dio.